Corso di aggiornamento: Fitoterapia nella Pratica Medica Quotidiana
ABOCA S.p.A. - Impegnata da oltre venticinque anni nel settore degli integratori erboristici a base vegetale, Aboca propone in questo seminario un tema innovativo che vuole essere di alto valore aggiunto per i Medici che desiderano arricchire professionalmente e tecnicamente la propria preparazione, e rendere il consiglio sempre più vicino e sempre più confacente alle esigenze dei pazienti. Questa importante iniziativa si inserisce all'interno di un programma di formazione che Aboca porta avanti ormai da diversi anni che mira alla preparazione, al supporto e alla divulgazione dei principi base della fitoterapia all'interno del settore allopatico, nonché all'uso corretto e razionale dei prodotti a base vegetale.
ABOCA S.p.A., azienda leader nel settore degli integratori erboristici e della cura della salute, opera in diversi paesi a livello mondiale. La sua missione è quella di mettere a disposizione del consumatore integratori alimentari sicuri ed efficaci a base di ingredienti naturali al 100%.
Questo obiettivo viene raggiunto grazie al felice connubio tra conoscenze derivanti da un'antica tradizione erboristica ed i più moderni e sofisticati metodi di coltivazione biologica e tecnologia produttiva.
FITOTERAPIA E MEDICI DI FAMIGLIA
Perché parlare di fitoterapia e di integratori erboristici a medici nel XXI secolo? Molti sono i motivi (illustrati nel seguito), ma fondamentalmente perché oggi, dopo che la Medicina ha quasi abbandonato l'arsenale terapeutico fitoterapico a favore della sintesi chimica dei principi attivi, in quanto incommensurabilmente più affidabile in termini di titolazione e standardizzazione, oggi la moderna tecnologia consente il recupero della tradizione erboristica affiancandole evidenze scientifiche finora irraggiungibili e tecnologie estrattive e di preparazione impensabili nel passato.
In questa affermazione sono contenuti molti degli altri motivi della scelta formativa, ossia:
- I rimedi fitoterapici ci sono forniti in massima parte dalla tradizione erboristica e dalla medicina tradizionale (dunque da un patrimonio di conoscenze della collettività), le quali peraltro non sono esenti da credenze qualche volta erronee, da miti e leggende; ecco di nuovo che la metodologia rigorosa dell'Evidence Based Medicine consente di epurare la materia da pratiche non sufficientemente supportate da dimostrazioni scientifiche.
- I preparati fitoterapici moderni, oggi denominati in modo non del tutto appropriato "integratori erboristici", possono raggiungere livelli di purezza e affidabilità paragonabili a quelli dei farmaci "ufficiali" se prodotti con tecnologie all'avanguardia. Fa eccezione a questa argomentazione il concetto di "fitocomplesso", fondamento della fitoterapia moderna, che richiede metodi di studio non del tutto sovrapponibili a quelli che si applicano ai farmaci "ufficiali", stante la peculiarità e complessità compositiva degli estratti da piante officinali. Difficile, infatti, riferirsi a un fitocomplesso come a un principio attivo puro. Nello stesso tempo questa è una ricchezza della fitoterapia, già ampiamente riconosciutale dalla farmacologia.
- I principi attivi ottenuti dalle piante officinali sono a tutti gli effetti sostanze o miscele di sostanze farmacologiche allopatiche, vale a dire caratterizzate da indicazioni, controindicazioni, interazioni farmacologiche ed effetti avversi esattamente come i farmaci allopatici.
- Di conseguenza fitoterapia e integratori erboristici non devono essere in alcun modo assimilati alle Medicine Alternative, né vanno considerati alla stregua di innocui placebo da prescrivere o consigliare all'assistito quando si ritenga il suo disturbo non meritevole di farmaci "ufficiali" o, peggio, "tanto per prescrivere qualcosa".
- Tuttavia l'integratore erboristico non va nemmeno considerato alternativo a farmaci ben più potenti (antidepressivi, ansiolitici, FANS, steroidi, broncodilatatori, antipertensivi, antiaritmici ecc) nella cura di forme patologiche ben codificate.
- Invece l'integratore erboristico può trovare una sua valida collocazione nel trattamento di disturbi di minore entità, ma non per questo trascurabili, spesso non classificati come entità nosologiche a sé stanti (vedasi ICD-10, DSM IV-R ecc.) o inclusi nelle categorie del "non altrimenti specificato" o del "borderline" o del "sottosoglia". In realtà questi disturbi rappresentano una quota rilevante della pratica del Medico di Medicina Generale e consumano un'altrettanto rilevante quota di risorse della Sanità pubblica o privata, oltre naturalmente ad essere un autentico problema per il portatore.
- Difatti, le persone che hanno dichiarato di aver fatto uso di fitomedicine sono passate, in Italia, dal 3.6% del 1991 al 4,8% del 1999 (indagine ISTAT "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000") e in Europa si è passati da una spesa per fitomedicinali di 5,5 miliardi di ECU nel 1995 a 7 miliardi di ECU nel 2001.
- Raramente i medici di famiglia vengono informati dagli assistiti dell'utilizzo di fitomedicamenti: un'indagine condotta in Europa ha messo in evidenza che sette pazienti su dieci non comunicano al proprio medico curante l'utilizzo di fitomedicine (dati FNOMCeO, dicembre 99).
Per quanto detto sopra, l'integratore erboristico può e, a nostro parere, deve costituire una freccia nella faretra dell'armamentario terapeutico del medico contemporaneo, così come i farmaci "ufficiali", i preparati galenici, la fisioterapia, le procedure chirurgiche eccetera. In questa prospettiva si rendono necessari corsi di formazione e aggiornamento professionali che vedano la fattiva collaborazione delle aziende produttrici più qualificate con le società scientifiche di categoria.
Sede del Corso
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